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Canto
popolare nero-americano degli Stati Uniti. Per lo più costruito
sulla forma di tre versi di dodici battute (di cui i primi due ripetuti),
ma senza esclusione di altri schemi, si basa su una scala tonale oscillante
fra il modo maggiore e il minore a causa delle cosiddette blue notes
o note incerte, scaturite dall'incontro fra la scala pentatonica africana
e quella eptatonica europea. Di ispirazione profana e adatto all'espressione
di sentimenti individuali - mentre il gospel
e lo spiritual hanno carattere religioso e
collettivo - il blues tra origine dai canti di lavoro degli schiavi (work
songs) e dalle grida di richiamo dei campi di cotone e di grano (shouters
e hollers); si diffuse presumibilmente nella seconda metà
dell'Ottocento, dopo l'emancipazione degli schiavi, negli stati contadini
del sud e in particolare nell'area del Mississippi. Esso costituisce la
prima espressione musicale nera autoctona, giacchè non risente
dell'influsso europeo come il ragtime pianistico, fondendosi con
il quale ha quindi dato origine al jazz, di cui è poi sempre stato
una componente essenziale. Nel 1912 William Christopher Handy pubblicò
Memphis Blues, che aveva composto ispirandosi direttamente a canti
popolari. Gli ultimi esempi del blues originario, diffuso nelle campagne,
il "country blues", sono documentati su disco da Charley Patton
(capostipite del "Delta blues" legato all'area del Mississippi),
Henry Thomas detto "Ragtime Texas", Huddie Lead Belly detto
"Ledbetter", "Blind" Lemon Jefferson. Seguendo le
migrazioni delle masse nere, il blues si è successivamente evoluto
nei ghetti delle città (Atlanta, Memphis, St.Louis, Detroit, Chicago),
caratterizzandosi per una maggior durezza (da Big Bill Broonzy a John
Lee Hooker). Suoi veicoli di diffusione sono stati i minstrels show
neri e i locali malfamati come bordelli e taverne (honky tonky);
in questi ultimi la chitarra, che i cantanti utilizzavano più come
seconda voce che quale accompagnamento, venne sostituita dal pianoforte.
Il blues acquistò così una sua prima forma strumentale,
che diede luogo al boogie woogie, un blues a tempo veloce (Pinetop Smith,
Jimmy Yancey, Criple Clarence Lofton); esso acquisì, comunque,
la sua prima dimensione di spettacolo con le cantanti degli anni Venti,
compenetrandosi con il jazz (su cui rivela un'altra sua influenza nel
caratteristico timbro, di matrice vocale, degli strumenti): Ma Rainey
(nella quale permangono alcuni aspetti del "country blues"),
Mamie Smith (il cui Crazy Blues, apparso il 14 febbraio 1920, è
il primo disco di blues inciso), Bessie Smith (la massima esponente),
Clara Smith, Trixie Smith, Ida Cox, Berta "Chippie" Hill, Sara
Martin, Victoria Spivey, ecc.. Il boogie woogie ha trovato negli anni
'30 una sua forma orchestrale a Kansas City (Count Basie), città
che ha visto la fioritura dei vari "blues shouters" (urlatori
blues) come Joe Turner e Jimmy Rushing. Dal boogie woogie derivano le
varie forme del rhythm and blues (inizialmente chiamato
"jump"), da cui discende, come versione bianca, il rock, e che,
fondendosi con l'altra matrice del canto popolare, il gospel,
ha dato vita al funky, alla musica soul e, infine,
alla disco music.
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