RODNEY JERKINS

Prima di proporvi una biografia del giovanissimo Rodney Jerkins vi elenco alcuni degli artisti che ha prodotto negli ultimi anni perché vi rendiate conto della sua influenza nel mondo della musica pop/R&B: Michael Jackson, Britney Spears, R Kelly, Jennifer Lopez, Will Smith, N'Sync, Alicia Keys, Aaliyah, Whitney Houston, Brandy & Monica, Destiny's Child, All Saints, Babyface, Toni Braxton, Mary J Blige, Spice Girls, LeAnn Rimes, Puff Daddy,... Non servirebbero quasi altri commenti, ma ecco una biografia.

Per quanto se ne dica, il successo di Rodney Jerkins è tutto tranne che immediato. Il giovane Re Mida del pop/R&B e della gospel music americana (come vedremo più avanti), potrà anche avere i suoi 23 anni, ma ha con sè un bagaglio di anni di duro lavoro 'casalingo' alle spalle che lo hanno portato ad essere l'hit-maker che è oggi. Convogliatore di talenti, Rodney 'Darkchild' Jerkins è diventato nel giro degli ultimi tre anni una stella talmente brillante da offuscare perfino gli stessi artisti da lui prodotti.
Figlio di un 'Ministro di Dio' (come viene definito in America), Rodney Jerkins cresce nei quartieri borghesi del New Jersey, diviso tra la casa di papà e mamma e la Casa di Dio. Suo padre, pastore della chiesa evangelica di quartiere, è senza dubbio il primo responsabile del successo del figlio. Fin dall'età di 5 anni lo obbliga a prendere lezioni di pianoforte indirizzandolo sull'insegnamento musicale classico, mentre il fratello maggiore Fred Jerkins III - detto Freddie - si impegna a trasmettergli le sue conoscenze di songwriter e produttore.
All'età di 14 anni un incontro speciale lo convincerà a dedicare tutta la sua vita alla musica: "Ho sempre guardato a Teddy Riley come ad un mito. Faceva parte di una nuova generazione, di un movimento originale a cui sognavo di far parte anch'io" - spiega Jerkins - "Averlo incontrato mi ha cambiato la vita, dopo quell'incontro ho sentito di avere più confidenza con me stesso. La musica non era più un semplice hobby, sapevo che avrei sfondato"…
Da quel giorno Teddy Riley divenne per certi versi il mentore invisibile per il giovane Rodney, spiegandogli cosa doveva e non doveva fare nello show business, con chi doveva parlare e chi invece doveva evitare. Arrivò persino il giorno in cui fu lo stesso Riley a chiedergli di affiancarlo nelle sue produzioni, offrendogli un contratto milionario, ma Rodney rifiutò. La ragione del suo rifiuto? La sua voglia di indipendenza, ma soprattutto la sua brama di successo: "Volevo costruire il MIO impero"…
Venne il momento per Rodney di mettere alla prova le sue capacità, prestando le sue produzioni al coro gospel della Chiesa del padre. L'album "On the Move" fondeva gli inni tipici della chiesa evangelica americana col rap, forse uno dei primi esperimenti del genere, oggi divenuti cosa di tutti i giorni. L'album non vendette cifre astronomiche ma permise a Rodney ed al fratello Freddie di 'farsi le ossa' nel campo produttivo. Fu in quegli anni che nacque il Darkchild sound, ovvero il suono cupo del giovane Rodney; sonorità hip hop quanto basta, mischiate ad accordi orecchiabili e frequenti incursioni orchestrali.
"On the Move" permise a Rodney di farsi un nome nella gospel music, tanto che lo stesso Kirk Franklin - unica stella del gospel americano - nonché leader del 'Nu Nation Project', lo contattò per registrare alcuni brani insieme. L'incontro tra i due fruttò il primo contratto al giovane produttore (allora ancora minorenne) con la EMI, che oltre ad offrirgli un contratto milionario, gli fornì le attrezzature necessarie per lavorare al meglio. Il suo primo lavoro importante arrivò nel 1995 quando gli fu commissionato il remix di "The Way That You Love" per conto di Vanessa Williams. "Mi ricordo" - racconta lo stesso Rodney - "che terminai quel pezzo durante le lezioni a scuola; i miei genitori lo vennero a sapere, ma non si preoccuparono più di tanto. Una volta erano contrari alla mia decisione di fare musica, ma dopo i primi successi dovettero ricredersi".
L'intera industria musicale non tardò ad accorgersi delle sue doti innate, fu così che nel giro di pochi mesi Rodney era ormai diventato un habitué di casa Davis (direttore della Arista Records) e di casa Mottola (direttore della Sony Music). Fu proprio lo stesso Mottola ad assicurarsi Rodney una volta scaduto il contratto con la EMI. Una proposta che non poteva assolutamente rifiutare… il primo contratto miliardario, ma soprattutto un'etichetta tutta per lui: la Darkchild Records! Un regalo di Mottola, dove Rodney avrebbe potuto esprimersi come meglio credeva: libertà decisionale, libertà artistica e l'opportunità di scegliere qualsiasi artista dalla 'scuderia' della Sony.

Gli si apre così davanti agli occhi un universo di stelle sempre più grandi. Nel '96 produce l'intero album di Gina Thompson. Seguono produzioni per gli Immature, Spinderella, Jesse Powell, Luther Vandross, le Brownstone, A+, Tatyana Ali, Shaquille O'Neill, Aaliyah e Joe Thomas con la megahit "Don't Wanna Be A Player". L'ennesimo grande passo viene con la produzione dell'album più bello di Mary J Blige - "Share my World" - dove Jerkins appare come produttore esecutivo insieme a Steve Stoute e i TrackMasters. Il 1998 segnail suo successo più grande (ricredendosi dopo il Grammy per "Say My Name"): "The Boy Is Mine" di Brandy & Monica lascia senza dubbio il segno in tutto il mondo. Più di una nomination ai Grammy Awards, il premio Billboard come canzone dell'anno e l'ambito MOBO (Music Of Black Origin) Award inglese, come miglior produttore dell'anno. "Creare 'The Boy Is Mine' fu per certi versi una vera impresa" - racconta Jerkins - "Mettere insieme due dive come Brandy e Monica in un'unica traccia mi innervosì non poco. Di solito per creare una hit ci metto al massimo tre giorni, per 'The Boy is Mine' ce ne vollero quasi venti!". Sia Brandy che Monica erano talmente entusiaste dal lavoro di Jerkins che entrambe lo vollero per curare le produzioni dei loro rispettivi nuovi album. In particolare Brandy, il cui lavoro in "Never Say Never" è pesantemente influenzato dal Darkchild sound e dalla penna della Darkchild crew (ovvero Rodney ed il fratello Fred).
Scemato il successo di "The Boy Is Mine" (recentemente riproposto in versione 2Step), Jerkins si rimette al lavoro. Le sue nuove produzioni accompagnano le voci dei Blackstreet (con la traccia prodotta e scritta interamente da lui per Teddy Riley, contenuta nella colonna sonora di "Wild Wild West"), di R Kelly e di Whitney Houston (quattro tracce per l'album "My Love Is Your Love", di cui una prodotta insieme a Babyface). Seguono inoltre DaBrat, Chanté Moore, Will Smith, Coko delle SWV, Brian McKnight, Deborah Cox, gli N'Sync e le Spice Girls.
Cronologicamente, l'ultima tappa importante di Darkchild è segnata da tre artisti. "If You Had My Love", brano di debutto di Jennifer Lopez, scritta e prodotta da Jerkins insieme al pezzo"It's not that serious"; come si può ben immaginare, un lavoro di grande responsabilità. Infine le creazioni che più gli hanno fruttato soddisfazione quest'anno: "He wasn't man enough" di Toni Braxton (premiata con un Grammy) ed il tormentone "Say My Name" delle Destiny's Child (premiata come migliore canzone R&B dell'anno e migliore performance R&B).
Il 2001 ha inoltre segnato la sua carriera come padrone della Darkchild Records. Primo gruppo ad apparire sulla sua personalissima etichetta discografica, sono state le SoPlush, girlband che ha fatto un'ottima figura con il singolo di debutto "Damn (Should've treated U right)" con il featuring del rapper del momento Ja Rule… ma soprattutto la sua nuova punta di diamante, Rhona Bennett.
"Credetemi" - assicura il produttore - "Se amate Whitney Houston o Celine Dion, amerete anche Rhona. E' senza dubbio la nuova Mariah Carey… quando la sentii per la prima volta non potei fare a meno di scritturarla. E' fenomenale. Ha 20 anni, fa l'attrice e canta, non vi ricorda la Houston? Inoltre David Foster la vuole per due duetti e Dianne Warren ha persino scritto una canzone solo per lei!"
In questi ultimi tempi Rodney Jerkins continua a fare notizia per la sua collaborazione al nuovo album di Michael Jackson "Invincibile". Da ultimo occorre sottolineare che anche tutto il fenomeno Britney Spears è dovuto alla sapiente regia di Rodney Jerkins.


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ultimo aggiornamento di questa pagina: ? 2002