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Canto
religioso afroamericano. Lo spiritual è il frutto musicale dell'incontro
degli schiavi deportati dall'Africa con il cristianesimo e si è
realizzato nelle chiese (unico luogo di riunione e di scambio sociale),
probabilmente a partire dagli ultimi anni del sec. XVIII. Esso fonde elementi
melodici del canto liturgico europeo con altri di sopravvivenza africana:
dalla tradizione africana derivano i moduli ritmici e lo schema di canto
domanda-risposta fra voce solista e coro. I testi, di ispirazione biblica,
adombrano le difficoltà e le frustrazioni della vita quotidiana
dei neri, ma esprimono spesso anche una speranza di liberazione e di riscatto.
In epoca moderna gli spiritual sono stati sottoposti a una reinterpretazione
in chiave concertistica occidentale che li ha privati del parossismo ritmico
che, all'origine, li caratterizzava nel progredire della cerimonia religiosa.
Ultime grandi interpreti dello spiritual originale sono state Rosetta
Tharpe e Mahalia Jackson. Gli spiritual e i gospel
(questi ultimi, di formazione più recente, caratterizzati da metri
brevi e da notevole vivacità ritmica) si collocano alle radici
della cultura nera d'America: ciò spiega il loro orgoglioso recupero
e la loro fusione, nel blues, con il rhythm
and blues (musica da ballo afroamericana), e poi nel jazz, alla metà
degli anni Cinquanta, con lo hard bop (Horace Silver, Art Blakey).
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